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"Se Dio non è nostro amico, nessun amico può aiutarci. Ma quando Egli è nostro amico, non importa che nessun altro lo sia."

Martin Luther (1483-1546)

 

 

 

PARTE 2:

Chi é Responsabile?


Il libro di Giobbe discute anche la questione di chi sia il responsabile. Chi era responsabile per le molteplici sofferenze di Giobbe? E forse ancora più importante: chi è responsabile per le altre disgrazie, sofferenze, malattie ed eventi nel nostro mondo? Vi sono molte opinioni forti a riguardo, ma anche molte incertezze. Solitamente viene incolpato Dio, il Dio che la Bibbia descrive come “amore” (1 Giovanni 4:8).

 

Un Esempio dai Tempi Moderni

Nel Novembre 2006 il quotidiano norvegese Dagbladet ha pubblicato un articolo sulla sua pagina web che esaminava i disastri naturali e come persone di differenti religioni nel mondo spiegavano tali avvenimenti. Tra questi veniva citato lo tsunami nel sud-est asiatico del 2004, che ha portato alla morte di più di 280.000 persone. Ripresesi dallo shock iniziale, molte persone in occidente hanno cominciato a chiedersi se non fosse una punizione di Dio verso quella parte di mondo.

Un altro esempio citato nell'articolo è l'uragano Kathrina che ha colpito il sud-est degli Stati Uniti nell'agosto 2005. Circa 1500 persone sono morte e diverse migliaia hanno perso la casa. Questo disastro naturale viene usato per il titolo dell'articolo in questione: L'Uragano Kathrina è stata la punizione di Dio per l'Aborto. Era una citazione da un gruppo cristiano statunitense chiamato Columbia Christians for Life. L'articolo riportava una dichiarazione fatta quando New Orleans era stata colpita dall'uragano e dall'inondazione:

“L'ABORTO (sacrificio di bambini) è un peccato nazionale. (...) L'Uragano Kathrina è chiaramente una calamità regionale ed ha già avuto ricadute nazionale. Pentiti America. Pentiti e rivolgiti al solo che può salvarci, il Signore Gesù Cristo!”

Secondo questo gruppo, lo scopo dell'uragano era colpire cinque cliniche abortive che si trovavano nella regione. Hanno trovato prova della loro affermazione in una foto satellitare in cui l'uragano sembrava un feto.

Vi sono state altre spiegazioni religiose sul perché gli Stati Uniti erano stati colpiti dall'uragano Kathrina. Il leader della Nation of Islam negli USA, Luis Farrakhan, ha affermato che era una conseguenza della politica estera statunitense. Secondo Farrakhan gli USA dovranno cambiare il loro approccio il più velocemente possibile, prima che il Dio della giustizia mandi altri disastri naturali.

Questi sono solo alcuni esempi tra i molti. Coloro che non conoscono Dio possono domandarsi chi Egli sia veramente. Chi è il Dio della Bibbia? E' Lui a mandare i disastri naturali sulla terra? E le malattie? E le altre disgrazie? O, in altre parole: è Dio ad essere responsabile?

 

Giobbe e i suoi Amici Credono che Dio sia Responsabile

Perché certe cose avvengano è un tema difficile ed ha molti aspetti. Qui ci concentreremo su di un aspetto, basato sul libro di Giobbe.

Giobbe era un uomo prospero. Aveva sette figli e tre figlie, 7000 pecore, 3000 cammelli,
1000 buoi, 500 asini e un massa di servi che si prendevano cura della sua proprietà. Ad un certo punto avvengono una disgrazia dopo l'altra:

• I buoi e gli asini vengono derubati e i servi che badavano a loro vengono uccisi  (Giobbe 1:14-15)
• Le pecore e diversi servi sono uccisi da un fulmine (Giobbe 1:16)
• I cammelli vengono rubati e i servi uccisi (Giobbe 1:17)
• I figli di Giobbe vengono uccisi da un'impetuosa tormenta proveniente dall'altra parte del deserta fa collassare il tetto della casa in cui si trovavano (Giobbe 1:18-19)
• Poco dopo Giobbe stesso viene colpito da una seria e dolorosa malattia. Si è ritrovato solo, povero ed abbandonato (Giobbe 2:7-8)

Per riassumere le sofferenze di Giobbe, possiamo dire che includono rapine (o furti di proprietà), omicidi (dei servi), disastri naturali (un fulmine e una furiosa tormenta, forse un uragano?) che uccide animali ed umani e una malattia. Una buona parte del libro di Giobbe discute il perché. Giobbe e i suoi amici dissentono su ciò che è successo a Giobbe. Ma in una cosa sono d'accordo: Dio è responsabile.

In una delle sue affermazioni più famose Giobbe dice:

“Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L'Eterno ha dato e l'Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell'Eterno.” (Giobbe 1:21)

In seguito, mentre la sua disperazione cresce, egli esprime la stessa convinzione con queste parole:

”Poiché le frecce dell'Onnipotente sono dentro di me, il mio spirito ne beve il veleno; i terrori di Dio sono schierati contro di me.” (Giobbe 6:4)

”Sappiate allora che Dio mi ha trattato ingiustamente e mi ha avvolto nelle sue reti.” (Giobbe 19:6)

”Pietà di me, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha colpito.” (Giobbe 19:21)

Anche nelle dichiarazioni degli amici di Giobbe troviamo la credenza che Dio sia responsabile, per esempio  Elifaz dice:

”È forse per la paura che ha di te che ti castiga e viene in giudizio con te? Non è piuttosto per la tua grande malvagità e per le tue innumerevoli colpe?. ... Ecco perché sei circondato ovunque da lacci e spaventi improvvisi ti turbano, oppure un'oscurità non ti permette di vedere e una piena di acque ti sommerge.” (Giobbe 22:4-5,10-11)

Zofar dice:

”... Sapresti che Dio dimentica parte della tua colpa.” (Giobbe 11:6)

Con un'infinità di argomenti i suoi amici cercano di convincere Giobbe che Dio ha inflitto su di lui queste sofferenze perché è un peccatore. Giobbe non è d'accordo con la loro spiegazione. Ma ad ogni modo, sono tutti d'accordo che Dio sia il responsabile, sebbene diano delle spiegazioni diverse.

 

Una Conversazione tra Dio e Satana

Nel libro di Giobbe possiamo leggere di due conversazioni tra Dio e Satana. Nella prima Dio chiede a Satana se egli abbia notato il suo giusto servo Giobbe. Satana risponde mettendo in dubbio il fondamento, le ragioni della rettitudine di Giobbe:

”È forse per nulla che Giobbe teme Dio? Non hai tu messo un riparo tutt'intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani e il suo bestiame è grandemente cresciuto nel paese. Ma stendi la tua mano e tocca tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledice in faccia.” (Giobbe 1:9-11)

Dopo questa conversazione Giobbe perde i suoi figli, i suoi servi ed animali. Ciononostante, egli non pecca contro Dio (Giobbe 1:20-22). Una nuova conversazione ha luogo tra Dio e Satana. Di nuovo Dio chiede a Satana se egli ha visto la rettitudine del suo servo Giobbe. Allora Dio dice riguardo a Giobbe:

”Egli si mantiene saldo nella sua integrità, nonostante tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo” (Giobbe 2:3)

Satana d'altra parte, continua a mettere in dubbio le ragioni di Giobbe. Egli invita Dio ad allungare la sua mano e colpire di nuovo Giobbe:

”Ma stendi la tua mano e tocca le sue ossa e la sua carne e vedrai se non ti maledice in faccia.” (Giobbe 2:5)

Presto Giobbe è colpito da una malattia e il suo corpo è ricoperto da piaghe dolorose.

In questi brani troviamo dichiarazioni, sia da parte di Dio che di Satana, che Dio era responsabile per le sofferenze e le tragedie che avevano colpito Giobbe e la sua famiglia. Abbiamo le seguenti dichiarazioni di Satana:

”…ma stendi la tua mano e tocca tutto ciò che possiede ...”

”... ma stendi la tua mano e tocca le sue ossa e la sua carne...”

E Dio stesso dice:

”...tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo.”

Se dovessimo spiegare, in base alla Bibbia, chi è il responsabile delle disgrazie, malattie ed altri eventi negativi potremmo benissimo citare dal Libro di Giobbe, Giobbe stesso, i suoi amici, Satana o Dio, e dire che le Scritture mostrano che Dio è il responsabile. Innegabilmente queste affermazioni si trovano nella Bibbia. Se consideriamo queste affermazioni come fondazione della verità, concluderemo naturalmente che è stato Dio a mandare la bufera che ha fatto cadere la casa sui figli di Giobbe; che è stato Dio a lasciare che il fulmine colpisse le pecore e i servi di Giobbe; che è stato Dio ad inviare le bande di ladri a rubare ed uccidere. Ma vi sono altre dichiarazioni che mostrano come questa conclusione sia sbagliata.

 

Dio Dà il Permesso

Quando Satana, durante la prima conversazione, invita Dio ad allungare la sua mano e colpire tutto ciò che Giobbe possiede, Dio gli dice:

”Ecco, tutto ciò che possiede è in tuo potere; non stendere però la mano sulla sua persona.” (Giobbe 1:12)

Quest'affermazione offre un'altra spiegazione di chi è il responsabile. Possiamo dunque chiederci: E' la mano di Dio o la mano di Satana a colpire tutto ciò che Giobbe ha? E' Dio o Satana ad essere responsabile?

Nella sua prima accusa contro Giobbe, Satana dice:

È forse per nulla che Giobbe teme Dio? Non hai tu messo un riparo tutt'intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani e il suo bestiame è grandemente cresciuto nel paese...” (Giobbe 1:9-10)

Sebbene l'affermazione di Satana riguardo le motivazioni di Giobbe e della sua rettitudine sia sbagliata, quando dice che Dio ha benedetto Giobbe è nel giusto. E' anche vero che Dio ha  ”messo un riparo tutt'intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede”. Dio ha protetto Giobbe. Lo ha benedetto e ha vegliato su di lui e sulla sua proprietà.

In realtà ciò che avviene durante la conversazione tra Dio e Satana è che Satana riceve il permesso.

”Ecco, tutto ciò che possiede è in tuo potere; non stendere però la mano sulla sua persona.” (Giobbe 1:12)

Dio dà a Satana accesso a tutto ciò che Giobbe possiede ma non gli permette di toccare Giobbe direttamente. Una volta ottenuto il permesso Satana si allontana da Dio. Presto Giobbe perde i suoi animali, i suoi servi e i suoi figli.

Nella seconda conversazione tra Dio e Satana, quest'ultimo invita nuovamente Dio ad allungare la sua mano contro Giobbe, e questa volta contro la sua persona. La risposta di Dio è di nuovo di concedere il permesso a Satana:

”Eccolo in tuo potere; risparmia però la sua vita.” (Giobbe 2:6)

La prima concessione non aveva dato modo a Satana di toccare Giobbe direttamente. Ora egli può. Ma non può prendere la sua vita. Qui sta il limite. Ci viene detto che Satana usa prontamente il permesso ottenuto per fare ciò che il suo cuore desidera: 

”Così Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno e colpì Giobbe di un'ulcera maligna dalla pianta dei piedi alla sommità del capo.” (Giobbe 2:7)

Questo brano è quello che mostra più chiaramente chi è il responsabile per le sofferenze e le perdite di Giobbe. Ci viene detto che è il nemico di Dio, Satana, colui che vi sta dietro. Attraverso il trattamento che egli riserva all'innocente Giobbe, Satana mostra ciò che gli sta a cuore e come il suo scopo sia distruggere gli umani e la creazione di Dio e quindi far soffrire Dio e gli uomini. Questo è il risultato delle sue azioni.

Il libro di Giobbe dunque, ci mostra che è Satana ad essere responsabile per i disastri naturali e gli incidenti, la morte, i furti, le malattie e il dolore. Il libro ci mostra come egli usa le forze della natura, altri esseri umani e organismi patogeni per far soffrire le persone, e lo fa il più frequentemente possibile. E' solo Dio a limitare le sue azioni e proteggere gli esseri umani.

 

Le Possibilità e i Limiti del Permesso

L'assunto di Giobbe e dei suoi amici che le sofferenze erano dovute alla mano di Dio era errato. La loro conclusione era basata su di una teoria sbagliata riguardo alla relazione tra le cose. Dio è amore. Egli non vuole portare sofferenza sulla Sua creazione. Dire che Satana abbia invitato Dio ad allungare la sua mano per colpire le proprietà e la carne di Giobbe non è lo stesso che dire che sia stato realmente Dio a farlo. Può essere solo considerato un suggerimento da parte di Satana, un espressione del suo modo di pensare ed agire, non una descrizione di ciò che è veramente avvenuto.

E' Satana il responsabile di queste disgrazie. Dio gli ha dato il permesso, ma Egli non ha mai detto a Satana di fare ciò che ha fatto. Vi sono due cose importanti da ricordare in questa relazione, ovvero ciò che Satana avrebbe potuto fare a Giobbe ma che ha scelto di non fare e ciò che a Satana sarebbe piaciuto fare, ma che Dio non gli ha permesso.

Il primo punto si riferisce al fatto che Satana avrebbe potuto scegliere di colpire Giobbe in molte altre maniere rispetto a quelle scelte. Avrebbe potuto usare microrganismi diversi per far ammalare Giobbe. Ma se consideriamo le disgrazie che hanno colpito Giobbe e che cosa esse significano sembra che abbia scelto i peggiori incidenti ai quali egli poteva pensare.

Il punto è che Satana può scegliere di fare qualcosa ma può scegliere anche di non farlo. Su questo tema molte persone si sentono incerte e confuse, specialmente se giudicano la rettitudine di una persona, le sue azioni e il suo modo di predicare in base al suo destino (vedi Parte 1). Ma sebbene una persona non sia colpita da una disgrazia, non significa che quella persona sia più protetta da Dio rispetto ad altre che non soffrono. Satana non ha bisogno di colpire le persone con sciagure. Può scegliere di non farlo se crede sia meglio, e in molte occasioni questo sembra servire la sua causa meglio.

Per questo motivo persone che apertamente e attivamente lavorano contro Dio e ciò che Egli sostiene possono vivere una vita agiata, pace e prosperità, sebbene Dio abbia rimosso la Sua protezione su di essi. Similmente, una persona che predica una dottrina contraria ai principi di Dio può apparire benedetta e gradita da Dio. Se giudichiamo qualcosa sulla base del destino di una persona possiamo giungere ad una conclusione completamente errata.

Il secondo punto riguarda ciò che Satana avrebbe voluto fare contro Giobbe, ma che Dio non ha permesso. Questo mostra che Dio mette un limite alle azioni di Satana. Dopo la prima conversazione con Dio, a Satana non era stato concesso di toccare Giobbe. Non importa quanto lo desiderasse, egli era incapace di torcergli perfino un capello. Dopo la seconda discussione gli è stato concesso. Ma anche quando Giobbe è stato colpito dalla malattia, Dio ha continuato a proteggerlo. Satana non aveva la possibilità di prendergli la vita. Dio non lo avrebbe permesso.

Un brano che può essere di difficile comprensione però, è l'affermazione di Dio che Egli ha distrutto Giobbe. Nella seconda conversazione con Satana Egli dice: 

”...tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo.” (Giobbe 2:3)

Perché qui Dio dice che è stato Lui a rovinare Giobbe quando è Satana il responsabile della distruzione?

 

Il Canto della Vigna di Dio

Nel libro di Isaia troviamo un canto che ci potrà aiutare a comprendere le diverse affermazioni che troviamo in Giobbe 2:3. Il canto può essere utile anche per comprendere alcuni eventi riportati nella Bibbia, per esempio dalla storia del popolo di Israele e del loro viaggio nel deserto. Il canto nel libro di Isaia è in realtà una parabola, un'illustrazione che cerca di rendere un messaggio più facile da comprendere. L'illustrazione qui utilizzata è quella di una vigna, la vigna di Dio.

”Voglio cantare per il mio diletto un cantico del mio amico circa la sua vigna. Il mio diletto aveva una vigna su una collina molto fertile. La circondò con una siepe, ne tolse via le pietre, vi piantò viti di ottima qualità, vi costruì in mezzo una torre e vi scavò un torchio. Egli si aspettava che producesse uva buona, invece fece uva selvatica.

Or dunque, o abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, giudicate fra me e la mia vigna. Che cosa si sarebbe potuto ancora fare alla mia vigna che io non vi abbia già fatto? Perché, mentre io mi aspettavo che producesse uva buona, essa ha fatto uva selvatica? 

Ma ora vi farò sapere ciò che sto per fare alla mia vigna: rimuoverò la sua siepe e sarà interamente divorata, abbatterò il suo muro e sarà calpestata. La ridurrò a un deserto: non sarà né potata né zappata, ma vi cresceranno rovi e spine; e comanderò alle nubi di non farvi cadere alcuna pioggia.” (Is. 5:1-6)

Questa canzone, o parabola, era presentata in un certo contesto. Riguardava israeliti che per generazioni avevano perpetuato apostasi, venerato idoli e compiuto azioni contrarie ai principi fondamentali di Dio sulla giustizia e la rettitudine. Isaia spiega il significato della parabola:

”Or la vigna dell'Eterno degli eserciti è la casa d'Israele, e gli uomini di Giuda sono la piantagione della sua delizia. Egli si aspettava rettitudine ed ecco spargimento di sangue, giustizia ed ecco grida di angoscia.” (Is. 5:7)

La vigna è un'illustrazione del popolo di Dio. Dio ha guidato gli israeliti lontano dalla schiavitù in Egitto fino a Canaan. Canaan era una terra meravigliosa, fertile e ricca in risorse naturali. Dio diede agli israeliti diverse leggi e prescrizioni ed Egli diede loro la funzione nel santuario. Egli mostrò loro come li avrebbe perdonati ed avrebbe cambiato il loro cuore se essi avessero accettato di darsi completamente a lui ed accettare la Sua offerta di salvezza.

In sintesi, possiamo dire che Dio aveva fatto tutto il possibile per il beneficio del popolo da Lui eletto e perché esso desse buoni frutti. I frutti che si aspettava da loro erano i frutti della rettitudine, Dio aveva fornito le condizioni perché questo avvenisse. Ciononostante la vigna aveva dato frutti cattivi. Quando Dio ha guardato ai frutti del Suo popolo, Egli ha solo trovato oppressione ed atti che facevano piangere le persone. Nella parabola il padrone della vigna dice: 

”...giudicate fra me e la mia vigna. Che cosa si sarebbe potuto ancora fare alla mia vigna che io non vi abbia già fatto? Perché, mentre io mi aspettavo che producesse uva buona, essa ha fatto uva selvatica?” (Is. 5:3-4)

Siamo incoraggiati a giudicare a riguardo, a giudicare tra il proprietario e la sua vigna. C'è qualcosa che il proprietario della vigna non ha fatto o che avrebbe dovuto fare in maniera diversa così che la sua vigna recasse buoni frutti? Dalla descrizione che troviamo nella parabola vediamo che non è così. La zona era fertile. Il proprietario della vigna aveva tolto tutte le pietre e ciò che poteva prevenire la crescita delle vigne. Aveva piantato buoni vitigni, costruito una torre di guardia. In altre parole aveva fatto tutto perché gli alberi dessero buoni frutti. Pertanto aveva ragione ad aspettarsi buoni frutti.

Malgrado tutto questo il risultato fu un fallimento. La vigna non era solo senza frutti, ma dava frutti cattivi. Vi era una ragione per questo? Non sorprende che il padrone della vigna chieda: ”Perché (...) essa ha fatto uva selvatica?”

Il canto ci dice che cosa farà il padrone con la sua vigna:

”Ma ora vi farò sapere ciò che sto per fare alla mia vigna: rimuoverò la sua siepe e sarà interamente divorata, abbatterò il suo muro e sarà calpestata. La ridurrò a un deserto...” (Is. 5:5-6)

Fino ad ora la vigna era protetta da un una siepe, fuori da essa vi erano animali selvaggi, ma fintanto che la siepe era al suo posto, questi non potevano avvicinarsi ai vitigni. Ma nel momento il cui il padrone della vigna ha rimosso il muro protettivo, gli animali selvaggi sono liberi di entrare. Conseguentemente le viti saranno mangiate e calpestate.

Questa parabola illustra bene la questione. Non è difficile comprendere che sono gli animali selvaggi a distruggere il vigneto. Eppure il padrone della vigna dice: “La ridurrò a un deserto.” (Is. 5:6). Perché egli dice che è lui a ridurla a deserto quando sono gli animali selvatici a mettere in atto la distruzione? Perché egli ha il potere di difendere il vigneto e il potere di non farlo.

Gli animali selvaggi sono sempre stati lì. Forse erano affamati e desideravano mangiare i frutti della fertile collina su cui si trovava la vigna. Ma il padrone della vigna vi aveva costruito un muro attorno che preveniva gli animali dal fare ciò che volevano. Era lui a prevenire che essi ledessero le piante. Ma quando il vigneto, inaspettatamente, ha dato solo frutta cattiva, il proprietario della vigna ha deciso di rimuovere la recinzione. Ora non c'era nulla a prevenire che gli animali entrassero. Non è stato il proprietario a farli entrare nel vigneto e a fare che la loro bocca mordesse via le piante, ma egli ha dato la possibilità, il permesso.  

Il proprietario della vigna aveva quindi il potere di proteggere la vigna e il potere di non farlo. Perciò egli può dire: “La ridurrò a deserto.”, sebbene egli non fosse il responsabile diretto delle distruzioni.

 

Quando gli Israeliti furono Attaccati da Serpenti Velenosi

Il canto della vigna di Dio è uno strumento utile per analizzare altre storie della Bibbia che possono essere difficili da comprendere, specialmente riguardo al perché le cose avvengano in un certo modo. Quando gli Israeliti stavano vagando nel deserto molti eventi drammatici ebbero luogo. Uno di questi avvenne dopo quarant'anni nel deserto mentre stavano tornando verso Canaan per conquistare la Terra Promessa. Il popolo voleva attraversare la terra di Edom, ma il re di Edom non glielo voleva permettere.

Perciò avevano dovuto andare attorno a questo paese e non proseguire verso Canaan. Erano andati a Sud verso il Mar Rosso, in un'area desolata. Qui la loro fede e pazienza erano messe alla prova, e allora ha avuto luogo questo particolare evento: 

”Poi i figli d'Israele partirono dal monte Hor, dirigendosi verso il Mar Rosso, per fare il giro del paese di Edom; e il popolo si scoraggiò a motivo del viaggio. Il popolo quindi parlò contro Dio e contro Mosè, dicendo: «Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo miserabile cibo». Allora l'Eterno mandò fra il popolo dei serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e molti Israeliti morirono. Così il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro l'Eterno e contro di te; prega l'Eterno che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. L'Eterno disse quindi a Mosè: «Fa' un serpente ardente e mettilo sopra un'asta; e avverrà che chiunque sarà morso e lo guarderà, vivrà.” (Num. 21:4-8)

Gli israeliti incolpano Dio e Mosè perché corrono il rischio di morire di sete o di fame nel deserto. Hanno dimenticato che per quarant'anni sono rimasti ai bordi di Canaan ma si sono rifiutati di entrare perché non si fidavano di Dio. Questa era la ragione per cui erano dovuti rimanere per quarant'anni nel deserto. Avevano detto che preferivano morirvi e Dio ha esaudito il loro desiderio. Tuttavia, Dio aveva soddisfatto i loro bisogni durante tutti questi anni. Aveva provveduto cibo ed acqua per loro. Ma sembra che a questo punto avessero dimenticato la benedizione che avevano ricevuto.

Sono insoddisfatti e si lamentano della soluzione scelta da Dio, allora avviene che:  

Allora l'Eterno mandò fra il popolo dei serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e molti Israeliti morirono.” (Num. 21:6)

Ciò che è descritto è un evento davvero grave. Ma vediamo che la gente non si lamenta con Dio quando questo avviene, come in passato avevano fatto senza ragione. Invece ora si rivolgono a Mosè e confessano il loro peccato, ciò mostra che sono pienamente consapevoli che le accuse contro Dio e Mosè erano false e molto pesanti. Tra le altre cose avevano affermato che Dio voleva farli soffrire. Ma capiscono che sono loro stessi la ragione dell'arrivo dei serpenti.

Ma il popolo sa che Dio può aiutarli. Chiedono a Mosè di intercedere per loro. Sebbene anche Mosè sia stato trattato in maniera ingiusta, vuole pregare per queste persone. Dio chiede a Mosè di fare un serpente di bronzo e di posizionarlo su di un palo e di dire al popolo che chi era stato morso dai serpenti velenosi poteva essere curato guardando verso questo palo. Chiaramente non vi era nulla di magico nel serpente di bronzo. Era piuttosto una questione di fede in Dio e nella Sua parola. Ogni volta che un israelita che era stato morso da un serpente velenoso avesse guardato il serpente di bronzo, avrebbe mostrato di credere che Dio avrebbe fatto ciò che aveva promesso: Egli avrebbe dato loro vita e salute. Il drammatico episodio del serpente di bronzo è una eloquente metafora di Gesù e ciò che Dio farà per coloro che credono in Lui (vedere Giovanni 3:14-18).

Ciò che è interessante in questa connessione è la frase che afferma che il Signore aveva mandato serpenti velenosi nell'accampamento e che molti erano stati morsi ed erano morti:

Allora l'Eterno mandò fra il popolo dei serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e molti Israeliti morirono.

Se osserviamo questo brano in maniera isolata, possiamo facilmente avere l'impressione che Dio sia arrabbiato con gli israeliti e che abbia mandato i serpenti nell'accampamento per fargli del male. Ma se consideriamo l'evento nella prospettiva del Canto della vigna di Dio, vedremo la storia in maniera differente:

Gli Israeliti, il Popolo Eletto da Dio, hanno dato frutti cattivi. Le accuse contro Dio mostrano che non si fidano di Lui. E' appropriato chiedersi se fossero pronti ad entrare a Canaan nella condizione in cui erano ora o se avrebbero semplicemente ripetuto gli stessi errori dei loro antenati quarant'anni prima. Ad ogni modo, i frutti che davano ora erano frutti cattivi, malgrado tutto ciò che Dio aveva fatto per loro. Il proprietario della vigna aveva detto: 

”Che cosa si sarebbe potuto ancora fare alla mia vigna che io non vi abbia già fatto? Perché, mentre io mi aspettavo che producesse uva buona, essa ha fatto uva selvatica? Ma ora vi farò sapere ciò che sto per fare alla mia vigna: rimuoverò la sua siepe e sarà interamente divorata, abbatterò il suo muro e sarà calpestata. La ridurrò a un deserto...”

Per più di quarant'anni Dio aveva protetto gli israeliti da serpenti ed altri pericolosi animali che vivevano nella zona desolata in cui stavano viaggiando. In seguito, quando Mosè ricorderà di come il popolo era stato guidato fuori dall'Egitto fino a Canaan, descrive brevemente questo luogo:

[L'Eterno tuo Dio] che ti ha condotto attraverso questo grande e terribile deserto, luogo di serpenti ardenti e di scorpioni.” (Deut. 8:15)

I serpenti velenosi erano lì da sempre. Ma questi non potevano avvicinarsi agli israeliti perché Dio li proteggeva. C'era una siepe che li preveniva dal far del male alla Sua vigna. Ma quando la siepe è stata rimossa, a causa dell'uva selvatica sui vitigni, essi hanno potuto entrare nell'accampamento. Molti israeliti furono morsi e morirono.

Sebbene il testo dica che il Signore avesse mandato serpenti velenosi tra la gente, Egli non aveva chiamato i serpenti e li aveva guidati nell'accampamento. Il proprietario della vigna aveva il potere di proteggere la Sua vigna e aveva il potere di non farlo. Egli poteva dunque dire “La ridurrò a un deserto.” Ma era il Suo nemico ad essere responsabile della distruzione.

 

Chi Era Responsabile?

Possiamo tornare al libro di Giobbe e rileggere nuovamente la prima conversazione tra Dio e Satana, questa volta alla luce della Canzone della vigna di Dio.

”Allora Satana rispose all'Eterno e disse: È forse per nulla che Giobbe teme DIO? Non hai tu messo un riparo tutt'intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani e il suo bestiame è grandemente cresciuto nel paese. Ma stendi la tua mano e tocca tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledice in faccia. L'Eterno disse a Satana: Ecco, tutto ciò che possiede è in tuo potere; non stendere però la mano sulla sua persona. Così Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno.” (Giobbe 1:9-12)

Mettere in relazione il canto della vigna di Dio con il libro di Giobbe, non è per indicare che Dio ha rimosso la Sua protezione, la Sua siepe, da Giobbe perché egli aveva portato cattivi frutti e pertanto doveva pentirsi. Questo è la ragione che attribuiscono gli amici di Giobbe sul perché Dio lo faccia soffrire. Ma come abbiamo visto nella Parte 1, gli amici di Giobbe hanno una comprensione errata di Dio e di come le cose sono legate tra loro. Dio infatti li rimprovererà a riguardo.

Il canto della vigna di Dio viene qui chiamato in causa per mostrare come testi difficili, come quello in cui si dice che la mano di Dio colpirà Giobbe o quando Dio dice: ”...tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo”, non devono essere considerati difficili di per sé. Piuttosto vanno visti come un “modo di parlare”. Lo vediamo spesso nel Vecchio Testamento. Alcuni esempi sono l'affermazione che Dio chiamerà i Babilonesi per distruggere Giuda, o quando Dio chiama il re di Babilonia, Nabucodonosor, Suo servo (Ger. 25:9-10). Un altro famoso esempio è quando si dice che Dio ha indurito il cuore del Faraone (Es. 7:3-4, 9:12). In altri versi si dice che il Faraone ha indurito il suo stesso cuore (Es. 3:19, 8:15, 9:34-35).

Anche la seconda conversazione tra Dio e Satana può essere compresa più facilmente alla luce della parabola della vigna di Dio:

”Hai notato il mio servo Giobbe? Poiché sulla terra non c'è nessun altro come lui, che sia integro, retto, tema DIO e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità, nonostante tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo. Allora Satana rispose all'Eterno e disse: Pelle per pelle! Tutto ciò che possiede, l'uomo è disposto a darlo per la sua vita. Ma stendi la tua mano e tocca le sue ossa e la sua carne e vedrai se non ti maledice in faccia. L'Eterno disse a Satana: Eccolo in tuo potere; risparmia però la sua vita. Così Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno e colpì Giobbe di un'ulcera maligna dalla pianta dei piedi alla sommità del capo.” (Giobbe 2:3-7)

La questione del perché Dio abbia permesso a Satana di colpire Giobbe e la sua proprietà è complicata. Possiamo trovare spiegazione nelle due conversazioni tra Dio e Satana, e sul dubbio sollevato riguardo al fondamento, la motivazione sottostante la rettitudine di Giobbe e il suo timore verso Dio. Accetta egli Dio solo perché beneficia delle sue benedizioni? O egli ama per davvero Dio al di sopra di ogni cosa? Possiamo ricevere altre risposte se leggiamo i capitoli dal 38 al 41 e cerchiamo risposta alle domande lì sollevate. Ma non guarderemo a questi dettagli ora. Invece dobbiamo cercare di riassumere i fatti più importanti che possiamo apprendere dal libro di Giobbe quando si tratta di stabilire chi è il responsabile delle disgrazie, disastri naturali, sofferenze, malattie e morte:

• Non è Dio, ma il Suo nemico (Satana) il responsabile. Egli usa sia le forze della natura, i microorganismi, umani ed animali così da far soffrire le persone.

• Disastri e simili eventi ci mostrare il comportamento e la politica di Satana, ciò che egli sostiene, in contrasto a ciò che Dio sostiene. 

• Perciò è sbagliato quando cristiani, o altri, affermano che Dio è responsabile di catastrofi mondiali o tragedie personali. Queste affermazioni creano una falsa rappresentazione di Dio.

Dio è amore. E così come possiamo comprendere il carattere di Satana dalle disgrazie, le sofferenze ed altri eventi dolorosi che ci avvengono attorno, possiamo capire il carattere di dio nel “libro della natura”, in ciò che possiamo vedere nella natura che ci circonda. Malgrado secoli di distruzione da parte delle forze naturali e degli esseri umani è ancora un libro meraviglioso e ci dice che Dio è ancora amore! 

 

Leggete Parte 3, Perché Dio Non ha Annichilito Satana subito Quando si è Ribellato?
Ritornate al Parte 1.

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