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"Se Dio non è nostro amico, nessun amico può aiutarci. Ma quando Egli è nostro amico, non importa che nessun altro lo sia."

Martin Luther (1483-1546)

 

 

 

PARTE 3:

Perché Dio Non ha Annichilito Satana subito Quando si é Ribellato?


Secondo la Bibbia, il peccato è nato quando Satana, uno degli angeli di più alto grado in Cielo, volle essere allo stesso livello di Dio (vedi Ezech 28:12-17 e Is.14:12-14). Da allora vi è stata una battaglia tra Dio e Satana, una battaglia che possiamo definire una lotta tra il bene ed il male. La Bibbia ci dice che dopo la caduta nel Giardino dell'Eden, la nostra terra divenne il primo importante campo per questa battaglia.


Perché gli è stato Permesso di Continuare?

Nel libro dell'Apocalisse troviamo una delle migliori descrizioni della battaglia tra Dio e Satana:

”E vi fu guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone; anche il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero e per loro non fu più trovato posto nel cielo. Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli. Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: «Ora è giunta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo, poiché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi l'hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e per mezzo della parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, tanto da esporla alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, abitanti della terra e del mare, perché il diavolo è sceso a voi con grande ira, sapendo di aver poco tempo.” (Apo.12:7-12)

Ci viene detto che Satana, rappresentato da un dragone, combatte a fianco agli angeli che si sono uniti a lui nella sua ribellione contro Dio. Ma essi perdono e questo induce grande gioia nei Cieli. Ma per la terra ne conseguono molti problemi e molto dolore, perché il nostro pianeta, a causa della caduta dell’uomo, era l'unico luogo in cui Satana ha potuto giungere al dominio. Quotidianamente vediamo le conseguenze del peccato e della ribellione di Satana. Possiamo anche guardare al passato per quanto ci consenta la storia e vedere quanta miseria egli abbia provocato.

Nella Bibbia viene promesso molte volte che un giorno il peccato e tutto ciò che è legato ad esso un giorno verrà annichilito. Anche Satana e i suoi angeli saranno annichiliti. Perciò, alla fine, tutto diverrà buono. Ma possiamo chiederci: Perché Dio non ha annichilito Satana e gli altri angeli immediatamente quando essi si sono ribellati, così che non dovessimo sperimentare tutta la miseria che ci avviene intorno?

Ora affronteremo la questione nel dettaglio. Perché Dio non ha annichilito Satana subito? Perché gli è concesso di continuare? Perché Dio aspetta così a lungo prima di annichilire il peccato e il suo iniziatore?

Alcuni scrittori hanno affermato che fosse necessario che Dio lasciasse Satana mostrarsi, così che l'intero universo potesse capire che cosa avesse in mente e realizzare le serie conseguenze del peccato.

Nel libro Il Gran Conflitto E.G.White lo esprime in maniera eloquente. Qui scrive di come Dio ha reagito a quando Satana si è ribellato al suo Creatore:

”Dio nella Sua saggezza permise a Satana di mettersi all'opera, fino a che lo spirito di disamore maturò in un'attiva rivolta. Era necessario che i suoi piani si sviluppassero appieno, che la loro tendenza, la loro vera natura fosse visibile a tutti. Lucifero, che come cherubino unto, era stato molto esaltato; egli era amato dagli essere celesti e la sua influenza sopra di essi era forte...

Satana era stato molto onorato e tutte le sue azioni erano coperte dal mistero, era difficile per gli angeli comprendere la natura del suo operato. Fino a che questo non fu completamente sviluppato, il peccato non apparirà nella sua piena malvagità.

Il vero carattere dell'usurpatore, il suo vero intento, va compreso da tutti. Egli deve avere il tempo di manifestarsi tramite i suoi atti maligni.” (Da Il Gran Conflitto, pp. 497-498 della versione in inglese.)

Un punto da ricordare è come “Dio nella Sua saggezza ha permesso a Satana di mettersi all'opera” così che tutti possano vedere il fine del suo piano e a che cosa conduce. Satana “deve avere il tempo di manifestarsi tramite i suoi atti maligni.”

Vi è una storia nel Vecchio Testamento che più di ogni altra ci può insegnare riguardo alla saggezza di Dio nel confrontarsi con Satana, di perché Dio agisce in questo modo, e perché era necessario che fosse fatto così. La storia in questione riguarda Davide e Saul. Ma prima di guardarla in dettaglio, voglio sottolineare ciò che non intendo dire. Non suggerisco che vi sia un parallelo od un ripresentarsi della battaglia nei Cieli tra Dio e Satana. Non affermo che Davide sia una rappresentazione di Dio e Saul una rappresentazione di Satana. Si tratta di due eventi diversi e vi sono vari elementi di cui tenere conto. La mia intenzione è usare questa storia di Davide e Saul come illustrazione, così che possiamo imparare da essa qualcosa riguardo la battaglia tra Dio e Satana e la maniera in cui Dio agisce con Satana.

 

Dio fa di Saul un Re

Dio aveva guidato gli israeliti fuori dall'Egitto. Alcuni decenni dopo essi hanno potuto sistemarsi a Canaan, la Terra Promessa. All'inizio la nazione era governata da giudici. Quest'organizzazione funzionava molto bene, fino a che un giorno la gente ha deciso che avrebbe preferito avere un re al governo. Hanno visto che altri popoli hanno un leader umano con una corona ed un trono e tutto ciò che vi sta attorno. Ora vogliono avere lo stesso. Non è sufficiente avere Dio come re. Vogliono essere come gli altri. Vogliono un re umano, uno che possa guidarli in battaglia ed essere un orgoglio visibile.

La gente si rivolge a Samuele, l'attuale giudice, e richiede un re. Questo è problematico per Samuele, che prega Dio. Dio allora gli dice:  

”Ascolta la voce del popolo in tutto ciò che ti dice, poiché essi non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni su di loro.” (1 Sam.8:7)

Dio dice allora a Samuele di avvertire la gente delle conseguenze pratiche di avere un re (vv.11-18).
Ma essi ignorano l'ammonimento e confermano di voler avere un re. E Dio gli dà ciò che richiedono. Egli dà loro Saul.

Coloro che sanno qualcosa dei re di Israele probabilmente hanno un'associazione negativa con Saul. Di conseguenza potrebbero pensare: “Sì, gli Israeliti hanno fatto una richiesta stupida. Essi hanno rifiutato Dio come loro capo supremo e preferito un re umano. E per punirli Dio ha dato loro Saul”, e così si implica: così essi realizzeranno che hanno preso una decisione scriteriata e forse imparare dall'errore...

Questa idea può sembrare giusta. Ma, io la ritengo ad ogni modo sbagliata. Penso che Saul era il miglior re che Dio potesse dare al Suo popolo. Ciononostante, Dio ha anche cercato di mostrare loro che avevano compiuto una scelta dissennata. Nel 12mo capitolo leggiamo che Samuele spiega alla gente che cosa avessero scelto e che cosa rifiutato. Il discorso è seguito da un temporale con forte pioggia e tuoni che rovinano i campi. E' solo allora che gli israeliani realizzano ciò che hanno fatto. Allora confessano il loro peccato e chiedono perdono. Samuele sottolinea quanto sia importante che essi seguano il Signore con tutto il cuore e Lo servano(1 Sam.12:20-25).

Ciononostante, la scelta di Saul non era in sé cattiva. La storia di come Saul sia stato scelto ed unto come re è alquanto speciale (1 Sam.9). Ci dà anche un'idea di che tipo di persona egli fosse.

Ci viene detto che Saul era giovane e bello (1 Sam.9:2). In altre parole, era fisicamente un re perfetto. Ma malgrado avesse una bella esteriorità, credo che egli avesse un'interiorità o carattere ancora migliore.

La mia impressione è che Saul fosse empatico, umile e timorato di dio. Egli obbediva a suo padre e si prendeva cura di lui e dei suoi asini che si erano persi (1 Sam.9:3-5). Egli aveva prontamente chiesto consiglio a Dio (1 Sam.9:6-10) ed era di poco conto ai suoi stessi occhi. Quando Samuele per la prima volta determinò che egli doveva essere re, Saul rispose: 

”Non sono io un Beniaminita, di una delle più piccole tribù d'Israele? E la mia famiglia non è forse la più piccola fra tutte le famiglie della tribù di Beniamino? Perché dunque mi parli in questo modo?(1 Sam.9:21)

In seguito, quando stava per essere fatto re, ci viene detto che Saul si era nascosto. La gente non riusciva a trovarlo e infine è stato Dio a dover rivelare dove egli fosse (1 Sam.10:21-22).

Alcuni israeliti non gradirono Saul come loro leader. Non riuscivano a capire perché egli dovesse essere in grado di salvarli. Essi disprezzavano Saul e non mostravano nessuna approvazione. Saul, d'altra parte, rimase quieto, forse in un'espressione di umiltà (1 Sam.10:27).

In seguito Saul guidò gli israeliani in una battaglia contro gli Ammoniti, che avevano attaccato un villaggio israelita. Gli Ammoniti proferirono serie minacce, come tagliare l'occhio destro di tutti gli abitanti del villaggio, disonorando così Israele. Ci viene detto che quando Saul ha sentito questo, lo Spirito di Dio è venuto in lui ed egli ha chiamato a raccolta l'esercito. Gli israeliti sconfissero facilmente gli Ammoniti. Alcuni di essi si infuriarono verso coloro che avevano disprezzato Saul e non lo avevano voluto come proprio re. Essi suggerirono la pena di morte (1 Sam.11:12). Ma Saul rispose:

”Nessuno sarà messo a morte in questo giorno, perché oggi l'ETERNO ha operato una grande liberazione in Israele.” (1 Sam.11:13)

Questo esempio mostra come Saul fosse umile e desideroso di perdonare. Non vi era nulla che suggerisse orgoglio ferito o desiderio di vendetta in lui. Inoltre egli diede a Dio l'onore della vittoria. Trovo pertanto che Saul, l'uomo scelto per essere il primo re di Israele, avesse un carattere ammirevole. Trovo egli fosse il re perfetto per il popolo di Dio; almeno sembrava esserlo.

 

Saul si Allontana

Col passare del tempo vediamo che Saul comincia a cambiare. Questo si può notare a partire da una battaglia tra israeliti e filistei due anni più tardi. Gli israeliti avevano cercato di attaccare i filistei, che in risposta avevano mobilitato l'esercito. I filistei erano forti e ben organizzati e gli israeliti erano impauriti. Molti erano fuggiti o si erano nascosti tra cave e colline. Ma Saul ed alcuni guerrieri erano restati sul posto. Per un'intera settimana avevano atteso inutilmente Samuele e Saul si era cominciato a preoccupare molto. Egli aveva capito che l'esercito stava per congedarsi, così decise di risolvere il problema da solo. Egli preparò un sacrificio a Dio per conto proprio, e questo è contrario a ciò che Dio aveva detto. Poco dopo che il sacrificio è stato compiuto arriva Samuele. Egli dice a Saul:

”Tu hai agito stoltamente; non hai osservato il comandamento che l'ETERNO, il tuo DIO, ti aveva prescritto. L'ETERNO infatti avrebbe stabilito il tuo regno su Israele in perpetuo. Ora invece il tuo regno non durerà. L'Eterno si è cercato un uomo secondo il suo cuore, e l'Eterno lo ha stabilito principe del suo popolo, perché tu non hai osservato ciò che l'Eterno ti aveva comandato.” (1Sam.13:13-14)

Dio rifiuta ora il re che Egli aveva scelto. La ragione è che Saul è stato disobbediente. Sebbene egli sapesse che cos'era giusta, egli ha fatto l'opposto di ciò che Dio aveva detto.

Che cosa aveva fatto Saul? Egli aveva fatto un sacrificio a Dio, un olocausto. Le regole su come questo sacrificio va eseguito si trovano nel Levitico (capitolo 1). L'animale sacrificale era un simbolo della venuta del Salvatore e l'atto del sacrificio era compito dei preti. Saul pertanto avrebbe dovuto aspettare Samuele, come gli era stato detto in precedenza (1 Sam.10:8). L'aspetto più serio, e questo è spiegato chiaramente, era che Saul sapeva ciò che Dio aveva detto. Ma aveva scelto di agire contro il comando di Dio. Egli aveva scelto di essere disobbediente verso Dio.

A Saul viene riferito il gravoso messaggio che Dio lo ha rifiutato come re dopo soli due anni e che ha già scelto un altro per sostituirlo sul trono. Ma Saul rimane il re degli Israeliti.  Se continuiamo nella lettura vediamo che egli guida l'esercito in battaglie, sconfigge nemici e stabilisce il suo regno. Ciò che Samuele ha detto erano solo vuote parole, una minaccia senza sostanza o un discorso simbolico? 

 

Dio si Pente

Nel capitolo 15 ci viene detto che Dio, tramite Samuele, dice a Saul di attaccare gli Amalekiti ed annichilirli. Saul ha fatto come gli è stato detto e gli israeliti ottengono una piena vittoria. Ma essi risparmiano il re e i migliori animali, invece di ucciderli come Dio aveva detto. Dio dice allora a Samuele:

”Io mi pento di aver costituito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini.” (1 Sam.15:11)

Dio si pente di aver scelto Saul. Ci vengono date due ragioni per questo:

1) “perché si è allontanato da me...”

2) ”…e non ha eseguito i miei ordini”

Il Saul che Dio aveva scelto come re era obbediente e rispettava il volere divino. Ora Saul si era allontanato per seguire altre strade. Non obbediva più a Dio e a ciò che Egli aveva comandato.

Samuele va a incontrare Saul. Gli viene detto che Saul è andato a Karmel. Qui ha eretto un monumento per commemorare se stesso prima di continuare ad avanzare (1 Sam.15:12). Quest’ azione mostra chiaramente il cambiamento avvenuto in Saul. Egli era un uomo umile quando era stato scelto per essere re e anche durante il suo primo periodo. Non aveva pensieri elevati riguardo se stesso e onorava Dio per le vittorie in guerra. Ma ora aveva eretto un monumento a memoria di se stesso e non di Dio.

Quando Samuele incontra Saul, lo contesta dicendo:

”Non è forse vero che quando eri piccolo ai tuoi occhi sei diventato capo delle tribù d'Israele, e l'ETERNO ti ha unto re d'Israele.” (1 Sam.15:17)

Una delle ragioni principali della disobbedienza di Saul e della sua caduta era che non era più piccolo ai suoi occhi. Aveva cominciato ad esaltarsi. Aveva attribuito a se stesso l'onore che andava attribuito a Dio. Samuele ricorda a Saul che egli è stato nuovamente disobbediente rispetto agli ordini di Dio perché egli ha risparmiato il re degli Amalakiti e le migliori bestie. Saul aveva allora cercato di scusarsi e questo dimostra che stava per allontanarsi ancora di più da Dio. Possiamo fare un confronto con la maniera in cui Adamo ed Eva avevano cercato di scusarsi del loro peccato dopo la caduta. Essi avevano scelto di essere disobbedienti a Dio, ma non volevano ammetterlo. Adamo accusava Eva e Dio che l'aveva creata, mentre Eva dava la colpa al serpente, anch'esso creato da Dio (Gen.3:12-13).

In maniera simile, Saul cerca di scusarsi dicendo che ha ubbidito (1 Sam.15:20). La sola eccezione è stato risparmiare il re e gli animali. Ma la ragione per cui sono stati risparmiati era che egli voleva sacrificarli a Dio. L'idea era perciò che, fintanto che egli li avesse consegnati a Dio, tutto sarebbe tornato a posto. Ma agli occhi di Dio non era così, Samuele dice allora a Saul:

“Gradisce forse l'ETERNO gli olocausti e i sacrifici come l'ubbidire alla voce dell'ETERNO? Ecco, l'ubbidienza è migliore del sacrificio, e ascoltare attentamente è meglio del grasso dei montoni.” (1 Sam.15:22)

Saul avrebbe potuto donare tutte le ricchezze del mondo a Dio come regalo o compiere centinaia di rituali affermando che lo faceva in onore di Dio. Ma se egli amava veramente Dio, questo amore andava espresso prima di tutto attraverso l'obbedienza, obbedienza nella parola di Dio. Samuele continua:

”Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l'ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dèi domestici. Poiché hai rigettato la parola dell'ETERNO, anch'egli ti ha rigettato come re.” (1. Sam.15:23)

Samuele cerca di far vedere le cose in prospettiva a Saul e gli mostra che sta per allontanarsi da Dio. Saul da parte sua cerca di scusarsi in maniera che altri possano concordare con lui. Le azioni compiute da Saul erano a sua detta, volte a celebrare il Signore. Gli esseri umani hanno agito in questa maniera attraverso la Storia, non ultima la Chiesa Cattolica durante il Medioevo. La chiesa a stabilito un'infinità di tradizioni che non hanno nulla a che fare con il cristianesimo ma che usano per e associano al culto di Dio. Un buon esempio è il mantenere la Domenica come giorno santo, col pretesto di farlo in onore di Dio, sebbene Dio stesso dice che il settimo giorno della settimana, il Sabbath, va mantenuto sacro (Es. 20:8-11). Ma la storia di Saul mostra che Dio non lo accetta, sebbene questi dica che ha agito in Suo onore. E' l'obbedienza ai Suoi ordini che conta.

Il messaggio che viene dato a Saul è abbastanza chiaro: Egli è rigettato come re del popolo di Dio. Samuele dice:

”L'ETERNO oggi ha strappato da te il regno d'Israele e lo ha dato a un altro, che è migliore di te.” (1 Sam.15:28)

E' sottinteso per Saul che questa è una decisione definitiva (v.29). Ci viene detto che Saul ammette di aver peccato. Egli dice a Samuele:

“Ho peccato, ma adesso onorami, ti prego, davanti agli anziani del mio popolo e davanti a Israele; ritorna con me, perché mi possa prostrare davanti all'ETERNO, il tuo Dio.” (1 Sam.15:30)

Samuele accompagna Saul ed essi onorano Dio. Ma dopo questo Samuele non vide Saul mai più.

“Samuele non andò più a vedere Saul fino al giorno della sua morte, perché Samuele faceva cordoglio per Saul; e l'ETERNO si pentì di aver fatto Saul re d'Israele.” (1 Sam.15:35)

 

Similitudini tra le Storie

Dopo l'incidente del sacrificio Dio manda Samuele a Betlemme per ungere Davide come nuovo re di Israele (1 Sam.16). Dio in altre parole, ha scelto un nuovo re e Davide è stato unto. In principio ora è lui ad essere il nuovo re di Israele. Tuttavia, dovranno passare diversi anni prima che egli possa salire al trono. Saul continua ad agire come se fosse il re degli israeliti, sebbene sia stato rifiutato.

Vi sono due importanti domande che possiamo porci riguardo alla situazione. La prima riguarda la confessione di peccato da parte di Saul. Abbiamo visto in 1 Sam.15:30 che Saul ha ammesso di aver peccato a Samuele. Perché Dio non ha accettato questa confessione e annullato la decisione di rigettarlo?

La Bibbia ci dice che Dio è amore e che egli vuole perdonare tutte le persone. La storia di Saul può pertanto sembrare confusa. Può essere che Dio, per una ragione o per l'altra, non voleva o non era in grado di perdonarlo?

La storia da 1 Sam.15 è un buon esempio di come spesso le persone si pentono delle conseguenze del peccato e non del peccato stesso. Nella sua conversazione con Samuele a Saul erano state date numerose possibilità di realizzare, confessare e pentirsi del suo peccato, ma Saul ha continuato a negare e difendere le sue azioni. Quando gli viene chiarito che, a causa della sua disobbedienza e riluttanza a pentirsi, egli non sarà più il capo degli israeliti, realizzare la perdita immensa lo porta a confessare il suo peccato. Ma era la conseguenza a risvegliare il rimorso, non il peccato in sé. Dio lo sapeva. Egli legge i cuori e vede ogni ragione nascosta (vedi Salmo 44:22). Per questo Egli ha rifiutato Saul.

Ma e per quanto riguarda il resto delle persone? Essi erano in grado di dire se Saul si era pentito o meno? No, nessun essere umano poteva saperlo. Se credevano che Saul si fosse veramente pentito, che cosa avrebbero pensato nel vedere Dio mantenere il suo rifiuto? Se non avevano realizzato quanto grave fosse il peccato compiuto da Saul, se non avevano capito che la disobbedienza di Saul a Dio era causata dall'allontanamento del suo cuore da Dio, come avrebbero reagito vedendo che Dio lo rifiutava, l'uomo che lui stesso aveva scelto?

Passiamo ora alla seconda importante domanda: Perché Dio ha atteso così a lungo, dopo il rifiuto di Saul, prima di lasciare che Davide salisse al trono? Davide ha vissuto un periodo difficile dopo essere stato scelto ed unto come re. Per molti altri la situazione fu problematica.

Possiamo qui trovare dei paralleli o similitudini tra la storia di Davide e Saul e la maniera con cui Dio si comporta con Satana dopo che questo si è ribellato contro di Lui in Cielo. Voglio nuovamente sottolineare che non sto dicendo che una storia è rappresentazione dell'altra. Ma vi sono delle similitudini che potrebbero essere più facili da comprendere e ora guarderemo più da vicino queste similitudini.

La prima similitudine è il punto di partenza. Saul sembrava, per ciò che abbiamo visto, il re perfetto per gli israeliti, sia fisicamente che moralmente ed egli era stato scelto da Dio e unto per questo importante lavoro o ruolo. Similmente, Dio aveva designato Satana in una posizione importante nel Cielo. Egli era un cherubino unto (un angelo di alto rango), ed egli aveva un ruolo importante vicino al trono di Dio. In Ezech.28:12-15 egli è così descritto:

“Tu eri il sigillo della perfezione, pieno di sapienza e perfetto in bellezza  … Tu eri un cherubino unto, un protettore; Io [Dio] ti avevo posto sul monte santo di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finché non si trovò in te la perversità.”

Sia il cherubino che re Saul erano stati scelti, unti e designati da Dio stesso per posizioni importanti. Entrambi avevano una bellezza interiore ed esteriore, o perfezione. Eppure si allontanarono da Dio.
Anche la ragione della loro caduta era simile. Abbiamo visto come Saul gradualmente si è allontanato sempre di più da Dio. All'inizio egli era un uomo umile. Ma col passare del tempo, non era più piccolo ai suoi stessi occhi. Egli voleva esaltare se stesso. Abbiamo visto come, tra le altre cose, ha smesso di onorare Dio per le vittorie in guerra ed invece onorava se stesso, come quando ha eretto un monumento per commemorazione.

Alla radice della caduta di Satana viene detto in Ezech. 28:17:

“Il tuo cuore si era innalzato per la tua bellezza...”

La descrizione in Is.14:12-13 ci offre ancora più dettagli:

“Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del nord”

L'orgoglio, un desiderio di esaltare se stessi ed attribuire a se stessi un onore che in realtà appartiene a Dio è la ragione della ribellione di Satana contro Dio e la disobbedienza di Saul.

Troviamo un'altra similitudine nella conseguenza della loro caduta: Dio li rifiuta. Satana perde la sua posizione nei Cieli, e Saul non è più re di Israele.

 

La Saggezza di Dio

Possiamo tornare alla nostra domanda iniziale: Perché Dio non ha annichilito Satana immediatamente? Perché gli ha permesso di continuare per così tanto tempo? Dalla storia di Saul e Davide abbiamo un buon esempio della saggezza intrinseca nel modo in cui Dio agisce verso Satana.

Davide è stato unto re. Ma Saul continua ad agire come re di Israele per lungo tempo. Ma non era un segreto che Saul era stato rifiutato. Abbiamo testi che mostrano come Gionatan, il figlio di Saul che avrebbe dovuto ereditare il trono, lo sapesse e lo accettasse (vedere per esempio 1 Sam.23:17). Anche Saul lo sapeva, ma non lo accettava. Invece aveva perseguitato Davide e cercato di ucciderlo.

Senza difficoltà Dio avrebbe potuto rimuovere Saul dal trono in un attimo. Ma che cosa avrebbe pensato la gente di Dio, se non avessero compreso la gravità delle azioni di Saul quando aveva disobbedito a Dio? O se avessero pensato che Dio non aveva perdonato Saul quando egli aveva compiuto un errore che forse agli occhi umani poteva sembrare di poco conto? Molto probabilmente considererebbero Dio come spaventoso, arbitrario, rigido e senza rimorsi.

Ma la Storia di Davide e Saul che possiamo leggere in 1 Sam.16-31, ci mostra che il tempo ha permesso a Saul di mostrare se stesso attraverso i suoi atti malvagi. Dio era da sempre stato capace di leggere il suo cuore. Egli vedeva che Saul si era allontanato da Lui e che non si era mai pentito dei suoi peccati. Ma l'unica maniera attraverso cui gli umani sarebbero stati in grado di capirlo era vedendo apparire i frutti della vita di Saul.

Ci viene detto che Saul ha provato molte volte a uccidere Davide, sebbene questi non gli avesse mai fatto del male. Spesso Saul era sopraffatto dalla furia, ed egli ha braccato Davide da un posto all'altro. Saul è arrivato al punto di assassinare ottantacinque preti perché Ahimelek, uno dei preti del villaggio, aveva dato del pane ed una spada a Davide, senza sapere che questi stava fuggendo da Saul (1 Sam.21-22).

Questi erano i frutti che mostravano che Saul si era allontanato da Dio. Il suo vero carattere si era manifestato attraverso le sue azioni. Ma era necessario che col tempo i frutti divenissero visibili a tutti, così che nessuno avrebbe dubitato della giustizia di Dio, del suo amore e del suo giudizio quando aveva rifiutato Saul come re di Israele. E' stato un periodo difficile per Davide ed anche per molti altri, ma era necessario che avvenisse in questa maniera.

La storia di Davide e Saul mostra come il carattere di Saul sia gradualmente cambiato mentre si allontanava sempre più da Dio. Anche questa è un'importante lezione che possiamo apprendere dalla storia, ovvero cosa avviene al nostro carattere quando rifiutiamo Dio. In più la storia ci mostra come chiunque possa allontanarsi da Dio, anche “il migliore”. Non vi è pertanto una regola per cui si è “salvi una volta per tutte”.

Possiamo anche constatare da questa storia il contrasto tra la maniera in cui Saul tratta Davide e come Davide tratta Saul. Vi è una similitudine col gran contrasto tra la maniera in cui Satana ha trattato Gesù e come Gesù ha trattato Satana, ad esempio quando si sono incontrati nel deserto (Matt. 4) o quando hanno dibattuto sul corpo di Mosè (Giuda 1:9). Questo mostra chiaramente il contrasto tra il carattere di Dio e quello di Satana, tra i principi di Dio e i principi di Satana.

 

Perché Dio Lo Ha Permesso?

Per riassumere e concludere sulla questione, possiamo dire che se Dio avesse rimosso Saul dal trono immediatamente, sarebbe stato impossibile per la gente capire se Saul, nel suo cuore, si fosse allontanato da Dio. Esteriormente continuava a confessarsi e ad onorare Dio. Sarebbe stato impossibile per il popolo capire quanto grave fosse la sua caduta. Dio perciò gli ha dato più tempo, così che potesse mostrare se stesso tramite le sue cattive azioni.

Vale lo stesso per la ribellione di Satana. Dio gli dà tempo, così che ogni creatura possa capire chi egli sia e quanto grave sia la sua ribellione. Come leggiamo ne Il Gran Conflitto:

”Egli deve avere il tempo di manifestarsi attraverso le sue azioni malvagie.”

La storia di Davide e Saul può anche insegnarci qualcosa su come considerare altri eventi storici, in particolare gli eventi che portano le persone a chiedersi: “Perché Dio lo ha permesso?”

Un esempio tipico sarebbe la Seconda Guerra Mondiale. Perché Dio ha permesso che Hitler andasse al potere e agisse in tal modo? Sappiamo che non è stato solo Hitler che ha fatto delle cose orribili nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ma egli era uno dei leader principali e può essere utilizzato come esempio. Dio conosceva Hitler da sempre e sapeva cosa c'era nel cuore di Hitler. La Bibbia ci dice che Dio conosce la fine a partire dall'inizio. Perché allora Egli ha permesso che Hitler continuasse? Perché non gli ha dato un attacco di cuore o ha inviato un serpente velenoso nella sua camera da letto? Quanti sarebbero stati risparmiati da grandi sofferenze?

La risposta può avere molti aspetti, ma uno di questi può essere trovato nella storia di Saul. Se Dio avesse colpito Hitler prima che chiunque avesse visto ho compreso che cosa egli proponeva e che cosa aveva a cuore, i suoi contemporanei e forse le generazioni future, avrebbero pensato che era morto un buon uomo. Sarebbe tutto sembrato inutile. Invece a Hitler è stato dato tempo, tempo di esprimersi attraverso le sue azioni malvagie. 

Se Dio avesse compito ogni persona cattiva prima che i frutti dal suo carattere, la sua mente e i suoi piani fossero stati visibili, forse considereremmo Dio nella maniera in cui ora consideriamo Adolf Hitler. Probabilmente saremmo terrorizzati, perché avremmo l'impressione che Dio colpisse improvvisamente persone innocenti. Non ci sentiremmo mai sicuri al pensiero che egli stia per colpire anche noi.

Ogni lezione che troviamo nella storia di Davide e Saul può essere utile quando vediamo cose malvagie avvenire nel mondo, quando persone trattano male altre o quando saremmo tentati a mettere in dubbio la maniera in cui Dio agisce, perché Egli permette che questo avvenga. “Perché un dittatore può opprimere gli abitanti di un paese? … Perché una chiesa viziosa può perseguitare, torturare ed uccidere persone con una fede differente?...”

La storia è piena di eventi simili. Li viviamo ancora e molti verranno. Dovremmo pertanto ricordare che:

• Dio ha dato a tutti il libero arbitrio e non può ne vuole dirigerci come marionette.

• E' parte della saggezza di Dio dare alle persone il tempo per esporsi attraverso le loro azioni malvagie.

• Anche le persone cattive si possono pentire, per esempio re Manasseh d'Israele (2 Chr.33), re
Nabucodonosor di Babilonia (Dan.4), e gli abitanti della città assira di Ninive (Giona 3). Se Dio li colpisse non appena essi divengono cattivi, essi non avrebbero possibilità di pentirsi.

• La Bibbia ci dice che il mondo tremerà. Così sarà chiaro chi è veramente convertito o meno. Gesù in una parabola racconta di un uomo che aveva piantato del grano in un campo. In seguito i suoi servi scoprono che nel campo vi è anche della gramigna. Essi chiedono al padrone se debbano rimuoverla ma egli dice di aspettare fino al raccolto. Deve avere il tempo di crescere così che sia chiaro cosa sia: che cosa sarà grano e cosa si rivelerà gramigna (Matt.14:24-43).

• Dio pone un limite al male. Saul alla fine ha perso il suo trono. La chiesa del medioevo ha perso il suo potere. Perfino Hitler ha potuto continuare solo per un certo periodo di tempo. Un giorno Dio porrà fine al peccato, al male e a chi lo ha originato.

Nella sua descrizione della battaglia tra Satana e Dio il Libro dell'Apocalisse ci dice che Satana era stato cacciato dal Cielo. Quindi ci viene detto:

”Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: «Ora è giunta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo, poiché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi l'hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e per mezzo della parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, tanto da esporla alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, abitanti della terra e del mare, perché il diavolo è sceso a voi con grande ira, sapendo di aver poco tempo” (Apo.12:10-12)

Quando Saul ha saputo di essere stato rifiutato, ha diretto tutta la sua rabbia su Davide e coloro che lo seguivano. Allo stesso modo Satana è giunto sulla terra con grande furia, perché egli sa che ha poco tempo. La sua furia è diretta contro tutta la gente, ma forse più ancora verso chi ha scelto di stare dalla parte di Dio nella battaglia, come Giobbe (vedi Parte 1 e 2).  Ma non dobbiamo temere, perché come è detto: “Essi l'hanno vinto...” E' stato concesso al nemico di Dio tempo e possibilità di esprimere il suo vero carattere. Ma entrambi sono limitati. Egli è già sconfitto.


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